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LA COMMEDIA DELL’ARTE

Prima di chiamarsi Commedia dell’Arte, questo genere si è chiamato Comme Zannesca, Commedia Improvvisa, Commedia Mercenaria (mercenaria=retribuita=professionale), Commedia Italiana. Ve ne sono state diverse altre di denomnazioni ma tutte insieme tendono a sintetizzare i significati più importanti: Zannesca=popolare; Arte, Mercenaria=professionale; Improvvisa=determinata dagli attori; Italiana=provenienza, gusto, ritmo.

Il tutto produce un genere. Questo genere non si discosta dalla sua natura, che quella teatrale: la Commedia dell’Arte è Teatro; nasce professionale quindi necessita di organizzazione e organizza tutto, sin dal suo apparire: la Compagnia, le signole Specializzazioni (i Tipi Fissi), la struttura drammaturgica, che non muta per secoli, sino ad oggi; la Commedia dell’Arte organizza il luogo dello spettacolo, organizza il pubblico, organizza il sistema retributivo inventando il principio del ‘biglietto’, che in origine era l’affitto della sedia.

Antonio Fava intervistato da Jean-Philippe Assal, Professore di medicina e pedagogo.

La Commedia dell’Arte parla di gente vera in situazioni vere, con uno stile altamente spettacolare: è il Grande Spettacolo della verità collettiva, di tutti noi.

Per Commedia dell’Arte intendiamo, normalmente, il genere comico. Tuttavia, ‘Commedia dell’Arte’ è piuttosto l’espressione sintetizzante un sistema produttivo che raduna diversi generi: comico-poetici come la Pastorale, la Boschereccia, la Marinaresca, la Piscatoria; epici come l’Opera Eroica; tragici come l’Opera Regia.